Inquinamento elettromagnetico: 8 modi per eliminarlo

DiCristiano Silenzi 0 commenti

Sono quasi 45 milioni gli smartphone in Italia. Una diffusione capillare che ci tocca in diverse maniere, dal problema del difficile smaltimento dei rifiuti elettronici, alla questione che finalmente sta iniziando sempre più a diffondersi, dell’INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO.

Ogni dispositivo che ci circonda è infatti, fonte di campi elettromagnetici a bassa frequenza. Soprattutto telefoni e tablet emettono onde invisibili che sono ancora oggetto di studi per il loro impatto sull’uomo e sulla natura.

Attualmente non ci sono ancora prove scientifiche a dimostrazione del fatto che ci sia una causa diretta tra l’insorgenza di tumori e uso di telefonini. Ciò che è ben noto, però, è l’effetto del riscaldamento dei tessuti: se nelle immediate vicinanze di un dispositivo si trova una ghiandola, come le gonadi o la tiroide, i campi elettromagnetici possono indurre effetti rischiosi per la salute della stessa.

Per evitare un’eccessiva esposizione è bene tenere a mente 8 suggerimenti derivati dalle indicazioni del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA):


1. TENERE UNA CERTA DISTANZA. Tenere i cellulari a contatto con il corpo è il primo e il più frequente errore che si commette. Sempre meglio non metterli nelle tasche di pantaloni o camicie, non appoggiarli sui comodini la sera prima di andare a dormire, a meno che non siano ad una distanza di almeno 1 metro dalla testa o in modalità aerea durante la notte.

2. USARE AURICOLARI. A garantire una sufficiente distanza durante le chiamate è buona abitudine utilizzare cuffie o auricolari (qui le proposte di Riciclone) che permettono di tenere lo smartphone lontano dalla testa. Anche usare il vivavoce o messaggi di testo può essere un’alternativa valida. Ad ogni modo, se proprio non si può evitare la telefonata, cercare di farla durare meno possibile (massimo 5 minuti) e alternare l’orecchio. 

3. EVITARE DI CHIAMARE QUANDO C’E' POCO SEGNALE. Il cellulare aumenta la sua potenza quando il segnale è debole. Questo inevitabilmente aumenta anche la quantità di campi elettromagnetici emessi.

4. AVVICINARE IL TELEFONO ALL’ORECCHIO SOLO QUANDO L’INTERLOCUTORE RISPONDE. Anche durante il tentativo di connessione lo smartphone emette maggiori radiazioni, quindi è consigliabile avvicinarlo alla testa una volta ricevuta risposta all’altro capo.

5. EVITARE L’UTILIZZO IN AUTO O TRENO. Il salto continuo di cella telefonica durante gli spostamenti provoca uno sbalzo di ricezione che aumenta l’emissione dei campi elettromagnetici. Senza considerare che le radiazioni non riescono ad uscire dall’interno dell’abitacolo in ferro.

6. SPEGNERE IL WI-FI. Se possibile preferire le connessioni via cavo in casa o, per lo meno, spegnere il modem di notte o quando non viene utilizzato.

7. TENERE I BAMBINI LONTANI. Rispetto agli adulti, il corpo in fase di sviluppo dei bambini assorbe maggiormente le radiazioni elettromagnetiche. Per questo motivo dovrebbero essere tenuti il più possibile lontani da smartphone e tablet.

8. STACCARE LA PRESA. Una delle cattivi abitudini che si ripercuotono sia sulla nostra salute che sul nostro portafoglio, è quello di lasciare perennemente attaccati dispositivi alla presa di corrente, anche quando non vengono utilizzati. Qualsiasi apparecchio, anche se in standby, continua ad emettere campi elettromagnetici in virtù del fatto che la corrente passa nei suoi circuiti, anche se in maniera ridotta. Scollegare ciò che non è necessario, ovviamente, annulla questo effetto.

Occorre tenere presente comunque che, di base, l’inquinamento elettromagnetico ha un vantaggio non indifferente: scompare nel momento in cui si spegne lo smartphone.


Credits: Foto wayhomestudio - it.freepik.com

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