La ricarica super veloce danneggia la batteria del tuo smartphone?

diCristiano Silenzi

È ormai ben chiaro a tutti che il mondo passa – letteralmente – tra le nostre mani. Non c’è aspetto della nostra vita che non possa essere controllato da un’app: dalla sveglia la mattina, le email, i messaggi, i social, le mappe, sono solo le prime che ci vengono in mente, ma in realtà oramai i nostri smartphone sono indispensabili per la quotidianità. Applicazioni per la banca, per la posta, per la scuola, lo spid, la Smart Home per controllare gli elettrodomestici di casa, per fare attività fisica, cercare ricette, giocare, guardare film e serie tv… sicuramente stiamo dimenticando qualcosa, tanto è vasta la possibilità di interagire quotidianamente con l’ambiente che ci circonda.

 

Il mondo passa tra le nostre mani, abbiamo detto, ma è anche super veloce. E per stare al passo dobbiamo essere sempre connessi. Da questa esigenza sono stati sviluppati i primi caricabatterie rapidi che massimizzano l'efficienza di ricarica, elevando il livello di potenza (o wattaggio) che può essere assorbito dalla batteria. In questa maniera diminuiscono i tempi di ricarica. Nei sistemi di carica veloce si aumenta il voltaggio della corrente mentre l'amperaggio resta quasi inalterato.

 

Ma quindi questa ricarica rapida, a lungo andare danneggia la batteria?

Prima di rispondere cerchiamo di capire brevemente come funziona una batteria al litio dello smartphone.

La fase di carica di una batteria si può dividere in due parti: la prima a corrente costante e la seconda a tensione costante.

La ricarica rapida interviene nella prima fase, quella a corrente costante: in questa fase il controller della carica chiede la maggior quantità di corrente che la cella è in grado di accettare portando così il voltaggio a regime nel minor tempo possibile. Quando è scarica, e solo nella prima fase di carica, la cella accetta tutta questa corrente senza problemi. La prima fase, fortunatamente, è anche quella meno deleteria per la batteria. Quindi non è corretto dire che la ricarica rapida danneggia le celle, le celle si danneggiano molto di più nella seconda fase, quella a tensione costante, dove la batteria tende a scaldarsi.

Questo avviene a causa del passaggio di corrente che genera calore. È per l’azione dell’elettrolita, il liquido che separa polo positivo e polo negativo della batteria, che in presenza di calore inizia a evaporare. Solo che nelle batterie, chiuse ermeticamente all’interno dei nostri smartphone, il vapore non può andare da nessuna parte. Nei casi più estremi, questo porta a un rigonfiamento della parte posteriore del telefono e in più, col passare del tempo e a furia di evaporare, l’elettrolita si asciuga e finisce. E quindi la batteria si rovina e perde efficacia.

Per ovviare a questo problema, le case produttrici rivestono spesso le batterie di materiali con migliore conducibilità, attraverso cui la corrente passi più facilmente, come la vernice al grafene, che è un buon conduttore di calore e di elettricità e rende tutto il processo più efficiente.

È necessario, quindi, leggere con attenzione la scheda tecnica, cercando in particolare il dato sui cicli di ricarica, il cui standard del settore afferma che se ne devono poter fare almeno 500 prima che la batteria degradi dal 100% all’80% delle sue capacità. Caricando una volta al giorno con i nuovi caricabatteria rapidi, si arriva ad un anno e mezzo di utilizzo della batteria senza problemi.

Comunque, più che ricarica rapida sarebbe poi meglio parlare di “fase di ricarica rapida”, perché ad essere veloce è solo la prima fase, quella a corrente costante, poi la carica diventa più lenta. La ricarica rapida non danneggia la batteria, ma è uno stress che è meglio evitare soprattutto se lo smartphone è molto caldo.

 

E la ricarica a induzione? Questa sì che può portare a veri problemi!

Pochi dubbi, invece, riguardano il fatto che il vero nemico delle batterie sia la ricarica a induzione. Per questa modalità di ricarica, l’ideale sarebbe che la batteria fosse il più possibile vicina allo 0, così che il voltaggio possa salire in modo costante. Per questo motivo, se il livello di carica è molto basso, la batteria è nelle condizioni ideali per ricevere corrente, mentre attivare e interrompere il processo di ricarica più volte durante il giorno, mettendo e togliendo ripetutamente il telefono dalla base, fa sì che il flusso di corrente in entrata sia altalenante.

Prima di ricaricare, quini, meglio aspettare che l’autonomia residua scenda sotto il 15-20% in modo da avere meno sbalzi e meno rischi. Insomma: meglio ricaricare tutto in una volta, e va bene farlo anche in modo veloce o super veloce.

E per far durare di più la batteria del tuo smartphone leggi anche: https://riciclone.it/blogs/notizie/cerchi-un-modo-per-far-durare-di-piu-la-batteria-del-tuo-smartphone-ecco-cosa-devi-fare